Benzina e cambio, effetti sul pieno   Ma la spesa in Italia resta conveniente
Una foto con i prezzi del carburante scattata ieri in Val Bregaglia

Benzina e cambio, effetti sul pieno

Ma la spesa in Italia resta conveniente

Conseguenze sui consumi dal franco “sgonfiato”: per la benzina i Grigioni sono di nuovo attrattivi.

Il franco svizzero non è più fortissimo e il pieno nei Grigioni torna a essere conveniente. Sono ormai lontani i giorni delle code nelle banche della Bregaglia e della Valposchiavo, con i frontalieri in fila per ritirare i risparmi dopo la parità di inizio 2015 che aveva fatto crescere, in una sola notte, del 20% i conti correnti, gli stipendi e le pensioni. Ora per un euro ci vogliono un franco e 16 centesimi. Le conseguenze sono rilevanti per stipendi e pensioni, ma anche per i consumi quotidiani.

Al primo posto, ancora una volta, c’è la benzina. Il pieno in Svizzera costa meno, rispetto al rifornimento nei comuni di confine, anche se il proprietario dell’auto può contare sulla carta sconto di Regione Lombardia. Come noto, per quanto riguarda la fascia A - da zero a dieci chilometri dal confine - lo sconto benzina ammonta a 23 centesimi e quello per il gasolio a 8. Nella B, che va dai dai dieci ai venti, si scende a 15 centesimi e per il diesel non ci sono vantaggi.

La differenza fra i prezzi che ieri si sono osservati nei distributori più vicini al confine, nei due Paesi, è decisamente maggiore. Un litro di “senza piombo” nei Grigioni costava 1,305 euro. In Valchiavenna 1,629. Tra i due prezzi ci sono 32 centesimi, ben più dei ventitré garantiti dallo sconto. Alla base di questa situazione c’è anche la politica praticata dalle compagnie, che nelle zone italiane di confine tengono i listini più alti, ma la sostanza non cambia. Oltre confine si risparmia. Non molto, perché con un pieno di cinquanta litri si arriva a una manciata di euro. Ma questa situazione rende molto più limitato l’effetto dello sconto regionale. Per il gasolio, la differenza è di circa 13 centesimi e anche in questo caso si spende meno in Svizzera.

Per i clienti svizzeri dei negozi lombardi, invece, sembra che l’indebolimento della moneta elvetica non abbia comportato particolari svantaggi. La spesa sembra essere ancora conveniente, come dimostra la presenza di auto con targhe della Confederazione nei parcheggi dei supermercati. I paragoni non sono sempre semplici, visto che in molti casi sui mercati nazionali, nel comparto agroalimentare, si trovano specifici prodotti, spesso segnati dai marchi delle grandi catene. Ma in altri c’è la possibilità di fare dei confronti diretti.

Volendo citare uno dei brand internazionali più noti, nei Grigioni abbiamo trovato una promozione per sei bottiglie di Coca Cola da un litro e mezzo a 9,35 franchi, pari a circa 8 euro. In Italia si superano di poco i 6 euro. In generale il prezzo della carne e dei latticini è più conveniente in Italia. Anche quello della frutta, in Italia, è decisamente inferiore, però bisogna sottolineare che nei Grigioni, soprattutto in alcuni negozi, sono molto diffusi i prodotti bio. Nella ristorazione la convenienza dell’Italia rimane molto elevata. «Non ci sono stati contraccolpi dovuti al valore del franco che si è ridotto negli ultimi tempi - spiega Marino Del Curto, vicepresidente della Camera di commercio -. Alla base di questo c’è soprattutto il fatto che la clientela si orienta verso i centri storici, ad esempio quello di Chiavenna, per la qualità elevata e non per il prezzo basso dei prodotti».

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