Barbieri e i segreti della buona cucina

Barbieri e i segreti della buona cucina

Il cuoco di MasterChef ha riempito il teatro. Ha presentato il suo libro “Cerco sapori in piazza Grande”. «Ho imparato l’arte da mia nonna che era la perpetua del parroco del paese. È stata un’ottima scuola»

Si è conclusa ieri la sesta edizione di Leggermente, la manifestazione organizzata da Confcommercio Lecco, che per quindici giorni ha trasformato la nostra città nella capitale della lettura.

L’ultima giornata della rassegna ha visto protagonista Bruno Barbieri, uno degli chef più noti d’Italia, che insieme a Carlo Cracco e a Joe Bastianich è protagonista di MasterChef Italia. Oggi pomeriggio, di fronte ad un pubblico numeroso, che lo attendeva al Teatro della Società, ha presentato il suo ultimissimo libro “Cerco sapori in Piazza Grande” (Rizzoli), uscito da pochi giorni in libreria. «Questo mio libro non è solo un elenco di ricette, – ha detto Bruno Barbieri - abbiamo voluto ricordare l’Italia di quei meravigliosi mercati che oggi non esistono più e che sapevano darci dei prodotti tradizionali straordinari. Ci siamo concentrati su settanta ingredienti, a cui corrisponde un buon piatto. In ogni caso, le mie ricette non sono “chiuse”, sono delle mie idee a cui i lettori possono aggiungere del loro». Ed uno dei tasti su cui Barbieri ha voluto insistere è stato proprio quello delle materie prime e della loro stagionalità: «Come scrivo nel mio libro, per quanto possiamo essere bravi in cucina, da un prodotto mediocre può nascere solo un piatto mediocre»

Simpatico e di grande fascino, Barbieri ha poi raccontato da dove nasce la sua passione per la cucina: «Sono cresciuto con mia nonna perché i miei genitori erano separati. È stata lei ad iniziarmi alla cucina anche perché era la perpetua del parroco di un borgo unico dal nome straordinario: Piccolo Paradiso. In quei tempi il parroco era per la gente un’autorità come il sindaco, per cui gli portavano spesso prodotti di eccellenza alcuni dei quali arrivavano anche a casa nostra. È stata mia nonna, che era tra l’altro molto severa, ad introdurmi alla stagionalità delle materie prime e a farmi conoscere le loro qualità».

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