Alla guida con il cellulare?  Non passa la “linea dura”
Smartphone in auto (Foto by foto Gianatti)

Alla guida con il cellulare?

Non passa la “linea dura”

Stralciato dal testo in discussione alla Camera il ritiro immediato della patente: previsto un inasprimento delle sanzioni ma la patente sarà ritirata soltanto dopo la seconda violazione, come avviene già adesso

«E’ sparita l’invocata sospensione della patente di guida alla prima violazione di guida con il cellulare. Invece va prevista da subito, perché sulla strada si continua drammaticamente a morire». Lo dice Giordano Biserni, presidente dell’Asaps (Associazione sostenitori della Polstrada) sulla modifica dell’art.173 del Codice della strada. La modifica che prevedeva la sospensione della patente alla prima violazione (e non alla seconda nei due anni, come avviene ora) è stata stralciata dal provvedimento di modifica del CdS in discussione alla Commissione Trasporti della Camera.

«In attesa di una più radicale riforma del codice - spiega l’Asaps - è in discussione un provvedimento che apporterà alcune sostanziali modifiche alle vigenti regole della strada. Il provvedimento all’articolo 11 però si limita a modificare l’art.173 del CdS, prevedendo solo il raddoppio del periodo di sospensione della patente (prima previsto da 1 a 3 mesi) portandolo da 2 a 6 mesi, me sempre alla seconda violazione nei due anni, col raddoppio dei punti prelevati da 5 a 10.

Consideriamo la modifica assolutamente insufficiente, anzi inutile. Il dilagante utilizzo del cellulare alla guida sia in fonia che in messaggistica e navigazione sul web, che produce una ciclopica forza distrattiva, va ostacolato seriamente e non si capisce il senso di questo provvedimento azzoppato e inutile». «Alzi la mano - afferma Biserni - chi conosce qualcuno che in questi anni ha subito un ritiro della patente per doppia violazione dell’art.173 nel biennio. Nessuno o quasi. Qui risiede la preoccupazione dell’Asaps per un provvedimento che sarà, come spesso accade, solo di facciata e improduttivo.

Facciamo un appello ai parlamentari per un ripensamento»

Intanto i dati mostrano come i conducenti siano sempre più distratti da telefonate, selfie e social. Sono aumentate del 18,1% nel primo semestre 2017, rispetto allo stesso periodo del 2016, le contestazioni di Polizia e Carabinieri per l’utilizzo di smartphone alla guida. Il telefonino si conferma così la “principale causa distraente» di chi sta al volante, uno strumento potenzialmente «pericolosissimo» e «tante volte foriero di incidenti gravi e anche mortali». A mettere in guardia chi si appresta a partire per le vacanze, come anche chi resterà in città, è il direttore del Servizio di Polizia Stradale, Giuseppe Bisogno, che ricorda come nel primo semestre 2017 le sanzioni sulla base dell’articolo 173 del Codice della Strada siano arrivate a quota 32.373 contro le 27.415 dei primi sei mesi del 2016.

Un comportamento scorretto e pericoloso, contro il quale, ha spiegato Bisogno, «abbiamo proposto di procedere con il ritiro della patente di guida fin dalla prima infrazione, con una sospensione da un minimo di 15 giorni a un massimo di 2 mesi, ma non abbiamo ancora avuto riscontro». Oltre alla tolleranza zero sulle distrazioni e sull’ alterazione delle condizioni psicofisiche di chi guida, prima di partire per le vacanze - avvertono Polstrada, Assogomma e Federpneus - va controllata l’efficienza del veicolo, a cominciare, ad esempio, dagli pneumatici.

Secondo un’indagine svolta nell’ambito del progetto «Vacanze sicure 2017», il 15,26% delle autovetture viaggia con gomme non conformi. Su 12.910 veicoli controllati tra metà aprile e metà giugno in sei regioni (Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sicilia Orientale, Sardegna, Calabria e Puglia), si sono riscontrati pneumatici non in conformità con la Carta di circolazione (0,42%), non omologati (1,62%), danneggiati (3,25%) o lisci (5,17%); nel 3,34% dei casi non erano stati revisionati. Oltre una vettura su tre (4.821, il 37,34% del campione), inoltre, viaggiava ancora su pneumatici invernali; 1.024, il 7,93%, non avevano un equipaggiamento omogeneo, cioè non avevano 4 gomme identiche per marca, misura e caratteristiche prestazionali e per tipologia (invernale/estivo). «Invitiamo tutti al senso di responsabilità», ha insistito il direttore di Assogomma, Fabio Bertolotti. Se queste percentuali venissero traguardate al parco circolante nel nostro Paese (oltre 37 milioni di autoveicoli), osservano Assogomma e Federpneus, ci sarebbero quasi 3 milioni di vetture con equipaggiamento non omogeneo e 14 milioni di veicoli con pneumatici invernali. Anche perché, ha ricordato Bisogno, i dati sull’incidentalità nel primo semestre 2017 non sono confortanti. Il numero di sinistri con morti è aumentato del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2016 e le vittime sono aumentate del 7,4%. «A fine mese l’Istat ci presenterà il dato sull’incidentalità riferito al 2016, che rispetto 2015, l’anno più nero in 15 anni in termini di mortalità, segna un dato estremamente positivo, ma la positività deve essere mantenuta. Purtroppo - ha concluso - il dato del 2016 l’Italia non riuscirà a conservarlo nel 2017»

© RIPRODUZIONE RISERVATA