Domenica 24 giugno 2012

Sirtori: a Villa Tre Tetti
Le sculture di luce di Riva

SIRTORI - Il rapporto tra l'uomo e l'ambiente, stimolato da scultura e musica, è al centro di "Scolpire la luce", la mostra inaugurata a Villa Tre Tetti di Sirtori (via Belvedere 39) e visitabile ogni venerdì e sabato all'ora del crepuscolo.

L'artista è Giorgio Riva, architetto del Politecnico di Milano e vivace sperimentatore. Nella villa che progettò per i genitori nel 1969, Riva espone delle sculture in grado di dialogare con l'ambiente, le Sculture luminose. «Nel giardino di Villa Tre Tetti ho portato tutto un genere di scultura, quella luminosa: opere di varie dimensioni, che spaziano dai 50 centimetri di altezza ai cinque metri e mezzo, e realizzate con materiali diversi: vitrei, plastici, opalescenti, metallici. L'importante è che si accendano se investite da fasci luminosi - spiega Giorgio Riva - Le ho chiamate "luminose" perché, nonostante si vedano chiaramente anche di giorno, sono destinate alla visita notturna».

Il tramonto, quando le luci si fanno morbide e colpiscono le statue generando ombre ed effetti chiaroscurali, e la notte, quando invece le opere vitalizzate dalla propria luce si stagliano sul bosco tetro della villa, e sulle luci delle città in lontananza: sono questi i momenti più propizi per ammirare le sculture di Giorgio Riva.

«Le sculture luminose sono un punto di arrivo nella mia esperienza d'arte, non nascono dal nulla - continua l'artista - Seguono una lunga ricerca fondata sul linguaggio polisemico». L'architetto milanese si interessa da tempo alla contaminazione dei linguaggi espressivi. Le sculture esposte a Sirtori sono paradigmi della sua arte, dei risultati di una ricerca articolata. La scultura, l'architettura, il design si incastrano. «Fin dalla mostra al Museo della Permanente di Milano del 1996, e quelle di Madrid e Siviglia nel 1998, mi sono dedicato a questi caratteri di polisemia. Persino negli studi su Piero della Francesca del 1999, commissionati dal Museo Poldi Pezzoli di Milano: si trattava di studi filologici, ma su base polisemica».

Cosa aspettarsi da questa mostra? Gli appassionati d'arte e di musica saranno affascinati dall'interazione tra scultura e note. Non si tratta, però, di un evento per soli specialisti. Inoltrandosi nel parco di Villa Tre Tetti si è stimolati da una serie di elementi: dal rapporto tra arte dell'uomo e paesaggio naturale, all'armonia calibrata (quella della musica che si propaga dal bosco). «A Sirtori ho posto molta attenzione ai codici espressivi sottostanti alla scultura e alla musica; composizioni sia su base musicale che su base scultorea. Per esempio, traduco un pezzo di Stockhausen intitolato "Musica intuitiva" degli anni 60 dal canale mono al doppio canale - introduce Riva - Significa che da una cassa, dispersa nel bosco della villa, usciranno certi suoni, e da un'altra cassa ne diffonderò di diversi. Un risultato che ottengo con l'informatica: si tratta infatti di una digitalizzazione del processo che, alla fine, fa sì che il bosco suoni, nel buio della notte. Con melodie che escono da posizioni precise, come un grappolo di note che colpisce una statua piuttosto che un'altra».
Di notte, con la comparsa delle luci artificiali nel parco e lontano, sullo sfondo fin dove può spaziare l'occhio, lo spettacolo delle sculture luminose è massimo. Riva lo definisce «spazializzazione della luce». Un'esperienza da provare.

La mostra di Villa Tre Tetti è una parte del trittico firmato da Giorgio Riva. La sera del 7 luglio a Villa Greppi la presentazione dell'opera videoacustica "A quattro mani", creata con il musicista Francesco Rampichini, aggiungerà un tassello. Oggi alle 15, invece, a Villa Greppi inaugurazione della rassegna retrospettiva di Riva, con bassorilievi e opere grafiche, visitabile tutte le domeniche fino al 29 luglio (Info al numero di Villa Tre Tetti: 039.955936).

g.morassi

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