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LECCO - A un anno di distanza da quell'indimenticabile cinquantesimo raduno, gli alpini della sezione di Lecco sono saliti, come ogni anno la prima domenica di settembre, alla chiesetta votiva del battaglione “Morbegno”. Clima autunnale, con un sole che a tratti squarcia le nuvole e, soprattutto, la nebbia. Ed è proprio il tempo non eccezionale che fa registrare meno presenze del 2009: si contano circa 3mila persone, ma è difficile dire con certezza. E a differenza del cinquantesimo e degli altri anni, non ci sono “vip”: mancano i vertici nazionali dell'Ana. Ma non mancano i protagonisti: i morbegnini e i non. Un raduno che, in realtà, è una commemorazione ed è iniziata sabato sera, con la riuscita serata dal titolo “Canti, letture e immagini”, organizzata dai consiglieri Ana lecchesi Ivan Piazza e Cristian Mornico e alla quale ha dato man forte il coro ballabiese “I Vous de la Valgranda”, diretto da Riccardo Invernizzi: 23 elementi capaci di accendere grandi emozioni con l'esecuzione dei sacri Signore delle cime, La montanara e L'ultima notte. Molti hanno ancora nella testa e nel cuore la fiaccolata dell'anno scorso, che è stata ripetuta quest'anno grazie agli alpini di Margno: quelle fiammelle quasi a simboleggiare in colonna i “morbegnini” che sciolsero quel sacro voto fatto alla Madonna e nato quasi 70 anni fa. Una promessa che portò all'edificazione di questa splendida chiesa dal campanile tronco «come una penna mozza».
Nell'attesa della cerimonia, si va alla rituale ricerca di amici, di compagni di naja. Innumerevoli gli abbracci, le pacche sulla spalla, i saluti, le risate. I momenti diventano solenni: accompagnate dalla banda sezionale, sfilano il vessillo di sette sezioni (Lecco, Alto Lario Colico, Como, Monza, Valle Camonica, Piacenza e Germania) e circa una novantina di gagliardetti dei gruppi. Il “Morbegno” è rappresentato dal capitano Filippo Tremolada.
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