Buonanotte

L’ultimo pensiero prima di spegnere la luce. O il primo dopo averla spenta

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di Mario Schiani
Venerdì 10 novembre 2017

Camerata Steroide

Pare proprio che il fascismo abbia perduto anche l’ultima caratteristica di cui, con qualche sforzo, poteva fasi vanto: quella di essere stato un’entità distinta, e anzi in violenta contrapposizione, alla mafia, certo sulla base dl principio che due bande di gangster non possono coesistere nella stessa zona. Se accade, non ci sono che due soluzioni: la guerra o l’alleanza. Nel Ventennio il prefetto Mori comandò la prima; oggi constatiamo che si è scelta la seconda.

Ai nostalgici non restano altro che le sciocchezze sui treni in orario: la brutta vicenda dell’aggressione di Ostia racconta la realtà per quel che è, allineando i due fenomeni sullo stesso livello sociale ed etico.

I giornalisti hanno descritto l’episodio come un problema di categoria. Naturale sia così ma, se vogliamo aprire per bene gli occhi, dobbiamo ammettere che, con il pretesto di rispondere a esasperazioni vere o presunte, a volte spontanee ma più spesso manipolate, la violenza sta – di nuovo – per essere sdoganata. Lo si è fatto ogni volta che un cambiamento sociale si è manifestato, a torto o a ragione, come impellente. In passato ci si preoccupava di nascondere i pugnali sotto complesse elaborazioni teoriche, sempre politiche e in qualche caso perfino filosofiche. Ora vediamo che la violenza si ripresenta in piumino sulla soglia di una palestra di periferia. Non solo la storia si ripete, dunque, ma trova il tempo di imbottirsi di steroidi.

di Mario Schiani

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